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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE?

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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE? Empty MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE?

Messaggio  Lucamenes il Mer 19 Nov 2008, 12:51

Salve a tutti, un'altra curiosità che ho da un pò di tempo è questa:
Mettiamo che siamo di fronte a 2 Opere olio su tela che suscitano nell'acquirente parità di bellezza e di sensazioni, una è un 30x35 del 2008, mentre l'altra un 40x50 del 2004. Il prezzo mettiamo sia uguale. Cosa converrebbe scegliere? Meglio preferire l'Opera più recente però più piccola o quella un pò datata però più grande?
Ovviamente è una curiosità che riguarda "l'investimento". Aspetto il parere di TUTTI i collezionisti!!!
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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE? Empty Re: MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE?

Messaggio  Stefano65 il Mer 19 Nov 2008, 15:55

Per le opere di Nunziante ritengo che, a livello di datazione, occorra distinguere le opere sino agli anni ottanta da quelle successive (ovviamente con tutte le eccezioni del caso). Un esempio è l’opera in asta da meetingart, la differenza di qualità rispetto a quelle più recenti è palese.
Penso, invece, che non vi sia differenza tra un’opera del 2004 ed una del 2008, in questo caso la differenza la può fare il soggetto o la qualità (che comunque in Nunziante è sempre molto elevata).
Sulle dimensione il discorso è diverso, in linea di massima le opere di dimensioni maggiori sono più importanti ma è anche vero che le opere più piccole sono più facili da rivendere.
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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE? Empty differenza di prezzo tra opere di diverso periodo

Messaggio  Stefano il Gio 20 Nov 2008, 22:30

Ritengo che il problema sia legato inizialmente alla qualità dell'opera, e solo in secondo momento alle sue dimensioni, perchè vi sono tele dipinte dal maestro del primo periodo della sua carriera (1970-1980) che sono di una qualità leggermente inferiore a quelle dell'ultimo decennio. A conferma di ciò è sufficiente andare a guardare le aggiudicazioni sul suo sito per rilevare i coefficienti delle opere vendute nelle aste relative al periodo antecedente il 1990.
Nessuno paga oggi un coefficiente 8 per una tela dipinta nel 1984 da Nunziante. L'opera in vendita 50 x 70 alla Meeting art, il giorno 27 novembre 2008, difficilmente supererà il coefficiente 3.
Nunziante ha raggiunto la maturità pittorica negli ultimi 15 anni con una qualità in costante ascesa. La pittura poi degli ultimi 5 anni è incredibile e questo periodo farà una bella differenza in futuro nella valutazione delle sue opere.

Del resto comprare un De Chirico degli ultimi anni della sua vita costa molto meno di una sua opera degli anni 20-30, e le dimensioni sono un problema slegato dai coefficienti che valgono solo quando l'artista è in vita e con un contratto legato ad un mercante. Dopo la morte di un artista vale solo il miglior periodo dove la qualità della pittura determina la differenza.

Nel caso prospettato da Luca, il periodo è sostanzialmente lo stesso (4 anni sono pochi per fare differenza in pittura), e il prezzo di un 30 x 35 può essere pari ad un 40 x 50 solo se di alta qualità, tenendo anche presente che alcuni quadri dipinti da Nunziante (come peraltro da qualunque artista che non può dipingere capolavori tutti i giorni) non vanno venduti neanche adesso e basta quardare in Tv uno speciale per vedere tele che non trovano un chiodo da parecchio tempo, venendo riproposte continuamente senza trovare conferma.

I quadri identificati come non capolavori, nel mercato avranno sempre una valutazione inferiore a quelli con maggiore qualità, e questa è una legge di mercato indipendentemente dal formato. Si compra con un occhio alla qualità e un altro al prezzo, a parità di formato; questa è una la regola base per un buon collezionista.

Un cavallino di De Chirico varrà sempre meno di una piazza d'Italia. Ma anche una piazza d'italia dell'ultimo periodo vale meno del periodo più importante del maestro.

Un'accumulazione di Arman dell'anno della sua morte (2006) vale 1/10 dei cementi degli anni 60, e le dimensioni spostano queste valutazioni solo per le tele gigantesche peraltro molto più difficili da vendere sul mercato.

La mia risposta alla domanda di Luca è la seguente: in ottica di investimento nel lungo perioro, è meglio acquistare un'opera di grande qualità anche se piccola, piuttosto che una grande tela di minore qualità (magari con un tema difficile che nessuno compra se non a prezzi di saldo). Saluti a tutti..
Stefano
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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE? Empty Re: MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE?

Messaggio  Boy il Dom 27 Giu 2010, 21:37

Concordo con Stefano;

proprio oggi Dario Olivi parlava delle Piazze d'Italia, dicendo che quelle della fine degli anni '60 valgono 250.000 Euro (si è tenuto basso, comunque.... Very Happy Very Happy Very Happy ), mentre quelle del primo periodo possono arrivare a 7 milioni di Euro.

C'è una bella differenza.
Boy
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MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE? Empty Re: MEGLIO LE OPERE RECENTI O QUELLE DATATE?

Messaggio  pierpaolo il Lun 28 Giu 2010, 22:50

Stefano65 ha scritto:Per le opere di Nunziante ritengo che, a livello di datazione, occorra distinguere le opere sino agli anni ottanta da quelle successive (ovviamente con tutte le eccezioni del caso). Un esempio è l’opera in asta da meetingart, la differenza di qualità rispetto a quelle più recenti è palese.
Penso, invece, che non vi sia differenza tra un’opera del 2004 ed una del 2008, in questo caso la differenza la può fare il soggetto o la qualità (che comunque in Nunziante è sempre molto elevata).
Sulle dimensione il discorso è diverso, in linea di massima le opere di dimensioni maggiori sono più importanti ma è anche vero che le opere più piccole sono più facili da rivendere.



bravo bravo bravo
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